Per le Autogestioni, oltre i populismi

Il 2016 si è chiuso con un bilancio pesante per le esperienze sociali autogestite a Bologna. Dopo gli sgomberi di Atlantide e di diverse occupazioni abitative, culminati nello sgombero dell’Ex Telecom nell’autunno del 2015, prefettura e amministrazione hanno proseguito con inedita arroganza la loro politica del pugno di ferro nei confronti delle realtà che si battono per costruire percorsi di autodeterminazione collettiva, in un contesto sociale sempre più segnato dalle conseguenze della crisi. Per tutto il 2016 non si è risparmiato l’uso della forza, per sfrattare dagli spazi rivificati dall’autogestione esperienze aggregative e abitative attraversate evissute da anni da centinaia di persone, presenze indesiderate perché troppo povere o comunque refrattarie alla propaganda pubblicitaria dei lussuosi negozi del centro.

Come se tutto ciò non bastasse, nelle ultime settimane il pesante attacco istituzionale che ha cancellato tante preziose realtà autogestite continua con le dichiarazioni provocatorie espresse da una coalizione bipartisan contro lo Spazio Pubblico Autogestito XM24. Se fino a oggi Merola, i suoi assessori, prefettura e questura avevano giustificato gli sgomberi con discorsi falsamente legalitari, adesso l’attacco si è spostato su un piano più prettamente politico, che vede il PD, schierato al fianco di gruppi fascisti e razzisti, appropriarsi di una strategia discorsiva di stampo populista.

XM24 – che opera nel cuore del quartiere Bolognina da oltre quindici anni, durante i quali ha costruito percorsi culturali, artistici ed economia sociale che hanno coinvolto migliaia di persone (dalla Scuola di Italiano con Migranti al Mercato contadino, dalla Palestra alla Ciclofficina, fino alla Banca del tempo Momo, per citare solo alcune delle esperienze più significative tra le centinaia di eventi, laboratori, seminari e iniziative politiche contro il fascismo, il razzismo e il sessismo, che hanno animato nel corso del tempo questa esperienza) – viene oggi improvvisamente dichiarato “incompatibile” con il quartiere. Che lo spazio sia da sempre osteggiato da esponenti razzisti della destra cittadina non è certo una novità. Che a guidare la recente campagna politica siano in primo luogo esponenti del PD – lo stesso Presidente del quartiere Daniele Ara e il suo predecessore Claudio Mazzanti, che fino a ieri potevano annoverarsi, se non proprio tra i sostenitori, almeno tra le figure dialoganti nei confronti dello spazio – può apparire sorprendente solo a chi non voglia vedere la subalternità del PD alla retorica delle destre. Questo spiega perché si provi a liquidare un’esperienza di partecipazione democratica tra le più ricche che questa città abbia espresso nella sua storia.

Come si può sostenere che XM24 sia incompatibile con il quartiere quando decine, centinaia, addirittura migliaia dei suoi abitanti frequentano i suoi laboratori, le sue attività artistiche, sportive, culturali, il mercato del giovedì, i suoi progetti solidali? Bisogna essere miopi per non vedere la ricchezza che XM24 rappresenta nel tessuto cittadino e in un quartiere denso di contraddizioni.

Ci sembra invece che l’attacco demagogico nei confronti delle esperienze sociali autogestite abbia altre funzioni. Sotto l’etichetta della sicurezza e del degrado si vuole nascondere il disagio sociale, la precarizzazione del lavoro, l’impoverimento di settori sempre più vasti della popolazione, la drammaticità delle condizioni di vita dei migranti, la riduzione delle risorse destinate alla salute e ai servizi sociali, la devastazione dei territori, il depauperamento delle relazioni tra le persone causato dalla mercificazione di ogni aspetto della vita.

In questo contesto, Il Comitato continuerà a promuovere e difendere tutte le esperienze sociali autogestite in questa città che, lungi dall’essere la causa di insicurezza e degrado, provano a contrastare il dilagare di questo disastro sociale, costruendo spazi e percorsi alternativi.

https://comitatoautogestione.noblogs.org

comitato.esa@inventati.org

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