Statuto

STATUTO del COMITATO PER LA PROMOZIONE E LA TUTELA DELLE ESPERIENZE SOCIALI AUTOGESTITE

Articolo 1 – DENOMINAZIONE E SEDE
Si costituisce il “Comitato per la Promozione e la Tutela delle Esperienze Sociali Autogestite”, di seguito denominato Comitato, con sede in via Fioravanti 24 a Bologna, presso l’Esperienza Sociale Autogestita XM24.
L’adesione si organizza strutturalmente in forma assembleare, nella quale ogni aderente è membro attivo.

Articolo 2 – SCOPI E VALORI COSTITUENTI
Il Comitato ha lo scopo di promuovere e tutelare le Esperienze sociali autogestite già esistenti nel territorio di Bologna, nonché di favorire la nascita e la moltiplicazione di nuove esperienze che assumano l’autogestione e l’orizzontalità decisionale quali propri principi guida, accanto alla difesa degli stessi valori discriminanti in cui il Comitato si riconosce, ovvero l’uguaglianza, l’antifascismo, l’antirazzismo, l’antisessismo, l’antiproibizionismo, l’antiautoritarismo, la libera circolazione delle persone, l’opposizione al modello di sviluppo capitalista e la lotta a ogni forma di oppressione.
In particolare, il Comitato riconosce nell’autogestione e nell’autorganizzazione delle persone una propria pratica fondamentale volta a rispondere concretamente ai bisogni delle comunità.
Con Esperienze sociali autogestite (ESA) si intende quell’insieme composito e continuamente mutevole di percorsi sociali e culturali che, originandosi spontaneamente e sviluppandosi attraverso pratiche di autorganizzazione, innescano una trasformazione profonda nel modo di agire e di pensare all’interno di un determinato territorio. In ultima analisi queste esperienze, non finalizzate al conseguimento di un profitto individuale, né di un interesse di natura patrimoniale, non fanno che riconsegnare alla collettività il prodotto della cooperazione sociale, anche mediante la pratica dell’occupazione di spazi dismessi, allo scopo di sottrarli ai meccanismi della rendita fondiaria e di renderli nuovamente fruibili a tutte e tutti. Le ESA sono il frutto di relazioni sociali tra pari, dell’agire condiviso. Nascono dalla partecipazione attiva e diretta di singoli, singole e collettività e si autorganizzano, difendendo la propria autonomia sia dall’interesse proprietario sia dalle istituzioni pubbliche che governano con logiche privatistiche e autoritarie i beni pubblici. La pratica che le contraddistingue, l’autogestione, consiste nella volontà di non costituire strutture organizzative stabili, nel riconoscere solo l’assemblea di gestione come unico momento decisionale vincolante per tutti e tutte, nel rifiutare l’ottica delle maggioranze e minoranze all’interno dell’assemblea, scegliendo invece un metodo consensuale puro nel quale viene ricercato sempre il massimo accordo tra le e i partecipanti e l’unanimità nelle decisioni. Gli/Le aderenti al Comitato riconoscono nelle ESA una forma espressiva e organizzativa ed in quanto tali sono un patrimonio di eccezionale valore per la città di Bologna, da tutelare e da garantire, in modo che possano anche in futuro dimostrarsi produttive di percorsi politici, sociali e culturali che stenterebbero ad esistere altrimenti.
La creazione del Comitato trae la propria motivazione politica dalla constatazione che l’ordinamento giuridico attuale non dispone di istituti atti a descrivere nella sua complessità il reale funzionamento delle ESA, senza ricondurle in maniera forzosa a forme associative che mantengono una struttura di tipo verticale.
Il Comitato intende quindi porsi come soggetto terzo rispetto alle ESA che intenderanno avvalersene nel processo di mediazione istituzionale con il Comune di Bologna. Lo scopo è tutelare l’esistenza di queste esperienze e permettere il mantenimento o l’assegnazione di spazi dove esse possano esprimersi e crescere
praticando l’autogestione, l’autoproduzione, l’autorecupero, l’autoformazione e l’attività di intervento culturale e politico nel territorio. Il Comitato rappresenta uno strumento che permette al Comune di Bologna di avere un interlocutore legalmente riconosciuto cui relazionarsi per l’assegnazione di spazi ESA già esistenti o che nasceranno in futuro. Il Comitato non parteciperà direttamente alla gestione delle ESA, che rimarrà di esclusiva competenza delle rispettive assemblee di gestione, né gestirà direttamente gli spazi che gli saranno eventualmente assegnati, ma si porrà da interfaccia fra le stesse assemblee e la civica amministrazione.

Al fine di promuovere la riproduzione delle ESA che nelle loro molteplici forme gia’ oggi rappresentano un fondamentale patrimonio comune in citta’ e di tutte le forme che le ESA potranno assumere in futuro, il comitato si impegnerà nei seguenti compiti:
• promuovere confronti pubblici sulle esperienze sociali autogestite e sulle pratiche che si producono al loro interno. Confronti atti a discutere sul passato, sul presente e sul futuro delle ESA: sulla loro evoluzione, sulle progettualità politiche, culturali e sociali che nascono e crescono al loro interno, le criticità che le attraversano;
• promuovere un processo di innovazione giuridica tramite il confronto con l’amministrazione cittadina e altre istituzioni, sebbene le ESA non costituiscano un soggetto riconosciuto giuridicamente. Queste esperienze, nel momento in cui si trovano a confrontarsi con i diversi ordinamenti, costruiti sulla dicotomia pubblico/privato, si scontrano con un’impasse: o accettare la natura “privata” della propria esperienza, o sottrarsi al confronto, non contemplando i diversi ordinamenti uno statuto giuridico terzo. Inoltre, le attuali norme che regolano l’associazionismo, le attività di promozione sociale e culturale, la produzione indipendente non finalizzata al profitto ma al consumo critico, appaiono del tutto inadeguate a rapportarsi con esperienze come le ESA che nascono per valorizzare la condivisione dei saperi e delle conoscenze, lo scambio interculturale, la perimentazione di nuove forme di vita sottratte agli imperativi del mercato, rispettose della solidarietà sociale e ambientale;
• promuovere percorsi di organizzazione, formazione e autoformazione finalizzati alla ricerca e all’elaborazione, autonoma e indipendente, di proposte comuni di rigenerazione sociale, economica e produttiva, culturale e politica, in una prospettiva di transizione sistemica, protagonismo politico e giustizia sociale;
• promuovere e tutelare la libera circolazione dell’informazione, nonché la diffusione dei saperi e della musica, sostenendo le ESA nell’utilizzo di licenze copyleft che tutelino i diritti dell’utente e promuovano la circolazione di contenuti liberi, sperimentando nella pratica il superamento del sistema vigente in materia di tutela della proprietà intellettuale, volto al profitto piuttosto che al libero accesso alle conoscenze;
• opporsi ad ogni forma di razzismo e quindi sostenere le ESA nella loro azione di integrazione di migranti e nativi nell’autogestione degli spazi e delle attività, con particolare riguardo alle attività volte a favorire il protagonismo sociale e politico delle e dei migranti, come campagne e iniziative politico-sociali contro il razzismo istituzionale, lo sfruttamento, la detenzione amministrativa, le epulsioni e la criminalizzazione delle e dei migranti, a favore dell’abolizione del reato di clandestinità e della libera circolazione delle persone;
• senza condannare né incoraggiare in alcun modo l’uso di sostanze psicoattive, sostenere le ESA nella libera ricerca di informazioni affidabili e non pregiudiziali rivolte alle e agli utenti, nella convinzione che solo un uso consapevole possa prevenire i rischi, ridurre i danni e contenere gli abusi, stimolando in tal modo lo sviluppo di una coscienza critica rispetto alle scelte di vita e di gestione del proprio tempo;
• sostenere le ESA nelle loro attitività di autorecupero e autocostruzione, con particolare riguardo alle strutture che le ospitano e ai materiali impiegati in esse;
• sostenere le ESA in quanto spazi liberati da machismo e sessismo, orientati al superamento del modello patriarcale ed eteronormato della società attuale, ovvero al superamento della discriminazione su base sessuale e legata al genere;
• sostenere le ESA nella loro azione di stimolo e sviluppo delle attitudini creative, nella loro opera di salvaguardia e di ricerca di spazi dove svolgere attività di sperimentazione artistica e musicale, condivisione dei saperi, formazione e autoformazione;
• promuovere pratiche di mediazione orizzontale per la risoluzione dei conflitti. Gli/le aderenti al Comitato ritengono che la responsabilità della gestione degli eventi promossi all’interno delle ESA sia in primo luogo a carico di chi li organizza. Il Comitato incoraggia le ESA a impegnarsi a incentivare la responsabilizzazione di ogni persona che partecipi a qualsiasi titolo alle attività organizzate all’interno degli spazi in uso, in un’ottica di orizzontalità che si estenda fino all’autogestione partecipata della sicurezza interna, al fine di proteggere gli spazi da eventuali rischi di ingerenza esterna;
• sostenere le ESA nella loro pratica di autodeterminazione della sovranità alimentare, basata su strumenti come la certificazione partecipata e sulla costruzione di relazioni e scambio di conoscenze tra produttori e consumatori, di sistemi solidali basati sulla fiducia, sulla trasparenza e l’orizzontalità;
• sostenere le ESA nella loro azione di contrasto alla devastazione ambientale, alla cementificazione del territorio, alla speculazione edilizia, allo spreco di risorse pubbliche nella costruzione di grandi opere urbanistiche inutili al benessere dei territori e di chi vi abita;
• sostenere le ESA nella loro opposizione all’uso della detenzione e di ogni altra forma di restrizione della libertà personale come strumenti di repressione o di controllo della devianza e dell’antagonismo sociale;
• sostenere le ESA che si impegnino nella divulgazione della cultura laica, atea e agnostica.
Inoltre il Comitato:
• prevede che le ESA promuovano eventi tesi anche a garantire la sostenibilità dei propri progetti interni, nonché di quelli esterni che condividono e sostengono;
• non persegue fini di lucro.

Articolo 3 – SOCI
Sono soci del Comitato tutte e tutti coloro che individualmente ne facciano domanda all’Assemblea, si riconoscono negli Scopi e Valori Costituenti espressi all’Art.2 e contribuiscono con l’attiva partecipazione all’Assemblea ed all’attività da essa proposte. L’adesione al Comitato non comporta l’autotassazione degli aderenti.
La revoca di socio è determinata da:
• Volontà del socio;
• Inadempienza alle suddette norme o agli impegni assunti a favore del Comitato;
• Azioni incompatibili con lo scopo del Comitato.

Articolo 4 – FUNZIONAMENTO DEL COMITATO
L’unico organo decisionale del Comitato è l’Assemblea delle e degli aderenti che decide con la pratica del consenso.
Il metodo del consenso è un processo decisionale cooperativo e non coercitivo che non prevede il ricorso a votazioni e che attraverso il confronto garantisce a ciascun partecipante la possibilità di esporre la propria posizione in merito all’argomento in discussione. L’obiettivo è di raggiungere decisioni condivise anche in mancanza dell’unanimità facendo convivere le differenze senza eliminarle.
Il metodo del consenso prevede la ricerca di una sintesi delle istanze emerse in un’unica proposta, in grado di raccogliere tutti i pareri espressi nell’ambito della discussione assembleare. Le istanze non rappresentano scelte contrapposte tra cui esprimersi ma piuttosto elementi da cui partire per la costruzione di una
soluzione condivisa.
L’Assemblea delle e degli aderenti si riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio politico ed economico. Le assemblee, con preciso ordine del giorno, saranno convocate attraverso posta elettronica o altri mezzi idonei. Le assemblee straordinarie devono comunque avere un ordine del giorno dichiarato e portato a conoscenza dei soci con le stesse modalità delle assemblee ordinarie.
L’assemblea delle e degli aderenti al Comitato potrà individuare alcuni soci ai quali conferire incarichi funzionali alle attività del Comitato.
Al termine di ogni seduta l’Assemblea provvederà a redigere un verbale delle decisioni assunte e delle richieste di adesione da parte di nuovi soci.
Per motivi di mediazione istituzionale l’Assemblea delle e degli aderenti sceglie un Referente che rimane in carica un anno fatta salva diversa volontà espressa dall’Assemblea o dimissioni volontarie. La carica è tacitamente rinnovata. Il Referente del Comitato è rappresentante del Comitato nei confronti di terzi ma non
detiene alcun potere decisionale il quale rimane all’Assemblea.
Il Comitato rimane in vita fino a raggiungimento degli scopi sociali o diversa decisione espressa dall’Assemblea.

Articolo 5 – MODIFICA DELLO STATUTO
Le assemblee ordinarie o straordinarie possono elaborare delle modifiche al presente statuto sulla base delle proposte rese note a tutte e tutti i soci e discusse secondo il metodo del consenso come indicato all’Art.3. La successiva Assemblea ratificherà l’eventuale modifica dello statuto del Comitato sulla base dei contributi (anche scritti) di tutte e tutti i soci.

Articolo 6 – PATRIMONIO
Il fondo comune del comitato è costituito da
• I fondi risultanti dalle iniziative di autofinanziamento;
• I beni eventualmente acquisiti con questi;
• Libere donazioni.
Il fondo comune sarà impiegato per la realizzazione delle attività sociali e politiche del Comitato e di quelle ad esse direttamente connesse.
Durante la vita del comitato è fatto assoluto divieto di redistribuire il fondo comune tra i soci, anche in modo indiretto.
In caso di scioglimento del Comitato tutti i beni e le risorse materiali in possesso del Comitato stesso saranno devoluti a enti, associazioni o realtà affini individuate dall’Assemblea di scioglimento. I soci non possono richiedere alcuna quota del fondo comune in caso di recesso. L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il rendiconto annuale è redatto dall’Assemblea o dai soci da essa demandati.

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